giovedì 17 novembre 2011

Riusciranno i nostri eroi...?

Certe emozioni sono come i buoni vecchi film d'appendice: nascono da un'alchimia di elementi, venuti a contatto quasi magicamente, oppure sapientemente dosati. Certe volte nascono per caso. Una musica, la luce sui volti, il suono di una voce...certe volte anche come un qualcosa che da tempo si desiderava: una ninna nanna ipnotica, che ha il magico dono di rilassarti, rassicurarti(1).
Ma oggi non mi sono addormentata ascoltando il discorso del Presidente del Consiglio, mica come i suoi colleghi, che noiosamente sonnecchiavano sulle loro belle poltroncine superimbottite e ricoperte di velluto. A quanto pare su di loro la magia non ha funzionato: forse sono io che mi sono lasciata infinocchiare da quell'uomo, rassicurante e asciutto come un nonno. Io non lo so se tutti i suoi discorsi si tradurranno in azioni giuste e produttive, non so se farà invece solo gli interessi suoi e dei banchieri. So che mi piace il suo modo di parlare, chiaro, corretto eppure non sterile: mentre parlava delle misure si aprivano nella mia mente mille spiragli. Efficace.
Soprattutto per quell'unica magica parola: equità. L'ha detta più volte e sono sicura che sarà il suo (il nostro) mantra. Tiro un sospiro di sollievo. Finalmente sento un vento di cambiamento, un cambio di rotta, la presa di coscienza necessaria (vedremo se sufficiente) per uscire dalla situazione paralizzata.
Certo ha un piano ambizioso. Certo sembra che dica delle immense ovvietà: tutti sapevamo di aver bisogno di quelle cose lì. E allora perché non sono state fatte?
Io non so se lui avrà il coraggio e le capacità per ricostruire le basi del nostro paese, so solo che mi ha dato un messaggio forte. Mi fa pensare che qualcosa cambierà, che anche io potrò fare qualcosa nel mio piccolo, come ho sempre desiderato: contribuire nel mio piccolo ecosistema(2) con azioni giuste ed efficaci.

Per tornare al titolo: riusciranno i nostri eroi a salvarsi?
Io aspetto fiduciosa. Chissà, sarà perché sono andata al lavoro con passo più leggero del solito, ascoltando "Heroes" e bevendo i dolci raggi di sole della prima giornata senza nebbia. Chiamatemi pure ingenua, lasciatemi sperare.

(1) Non sempre le emozioni sono un "thrill", possono anche essere la fine della preoccupazione, o la rinascita della speranza.
(2) oikos in greco significa casa.

venerdì 21 gennaio 2011

la coscienza di Gaia

Sarà passato un anno dall'ultima riga postata in queste pagine.
Sarà la crisi, fuori e dentro, che impazza da mesi e che mi lascia confusa...così confusa da non poter dire più nulla. Da non sapere come sto, cosa faccio, cosa voglio fare.
Una delle rare e vere soddisfazioni personali è stata trovare finalmente casa, un campo base, un nido per me e Davide. Una bella casa, grande e luminosa, accogliente.

Ma quando stai poco a casa, te la godi solo la sera quando torni...spossato dal tran tran, dalla noia quotidiana del lavoro. Sì, perché lavoro...o meglio, lavoricchio.
Comunque, tutto questo ha fatto passare in secondo piano la necessità di esprimere qualcosa. Esprimere me stessa? i miei pensieri?
Sono così confusi, indefiniti e spesso diretti più sulle soluzioni pratiche quotidiane che sul ragionamento della coscienza.
Perchè forse è quella che ho messo nel cassetto per così tanto tempo. La coscienza. Quella roba che ti fa riflettere su dove stai andando, su chi sei, chi sono gli altri e quali sono i loro pensieri. Quella roba che si dovrebbe svegliare ogni tanto, invece di girarsi dall'altra parte.
Quella coscienza anche politica che a tanti, giovani e non, manca.
Perchè tanti di noi si sentono oltraggiati, stufi marci, spossati da questo panorama schifoso che non cambia. Guardo i campi paludosi invernali e penso all'Italia. Come mai? Chist nun è 'o paese d' 'o sole?