martedì 26 giugno 2007

non piangete per me, sono già morto...

Una puntata dei Simpson, una foto, un film.
Il concetto che esprimono in fondo è lo stesso: il troncarsi o lo sfiorire di una vita. E anche se il principio temporale che regge questo evento è diverso (la subitaneità o la progressività) tutte queste forme rendono l'idea dell'impossibile concomitanza di vita e morte nella stessa immagine.
Forse è un mio flash, ma mi sento profondamente attratta da queste immagini, e da queste asserzioni...c'è un che di misterioso nel raccontare una storia con la voce di un morto (parlo di Sunset Boulevard soprattutto: per fortuna è un film talmente conosciuto che non credo di rovinare il finale a nessuno con questa rivelazione), di affascinante.

Come anche nella vecchia foto in bianco e nero di un condannato a morte: Lewis Payne, che cercò di uccidere il segretario di Stato americano, la stessa notte in cui fu ucciso il presidente Lincoln. Roland Barthes, in La camera chiara dice:"E' morto e sta per morire". E nei suoi occhi secondo me si legge proprio questo: sono vivo, sono già morto (per voi)...sto per morire.

E il povero ubriacone Barney, che in una memorabile puntata dei Simpson ci regala la sua perla di poesia..."non piangete per me, sono già morto".

giovedì 21 giugno 2007

Massì dai, vuotiamolo il sacco! (by Davide)

E' dimostrato: confessare le proprie colpe più o meno veniali, soprattutto quelle di più vecchia data, fa bene allo spirito. Il primo esperimento in tal senso è arrivata dalla geniale Didona, seguita a breve dal Busca e ora anche da me medesimo.

1. Cara mamma, sicuramente lo sapevi già (e, in realtà, credo tu non ne abbia mai dubitato nemmeno per un picosecondo): quel panino con il prosciutto cotto, abbandonato mezzo mangiato a bordo strada tra casa nostra e quella dei nonni (m. 100, scarsi. Strada inghiaiata di campagna, la quale termina con la suddetta casa dei nonni. Transito al di fuori dei miei familiari: solo il postino, da quando il pane non lo consegnano più a domicilio) ce l'ho buttato io. I panini che mi facevi erano sempre troppo grandi per me piccino, quindi non ce la facevo mai a finirli... Molti altri, più astutamente gettati in luoghi meno in vista, non sono (spero!) mai stati scoperti.

2. Cara nonna, quelle mille lire sul mobile dell'ingresso le avevo prese io. Avevo 4 anni, e il denaro era ancora un concetto abbastanza astratto per me (dopotutto non spendevo mai nulla, pagavano tutto i miei genitori...), però già mi sentivo attratto. E poi da bimbo ero un vero cleptomane: una volta ho rubato persino le chiavi di casa di un'amica di famiglia, almeno questo furto aveva un senso!

3. Cari mamma e papà, vorrei proprio confessare che quella "a" corsiva scritta con il pennarello blu sul quadro del salotto è opera mia. In effetti gli indizi sono tutti a sostegno della tesi, visto che è stranamente apparsa 2 o 3 giorni dopo che la maestra in prima elementare ci ha insegnato l'alfabeto.
Però... la verità è che proprio non mi ricordo di averlo fatto, si vede che la mia memoria ha cancellato l'increscioso evento.

4. Cara nonna (ma non quella di prima, l'altra), da ragazzino facevo la cresta sulla spesa, arrotondando i resti a mio favore. In questo modo ti fregavo quando andava bene anche 7-800 lire per volta, che aggiunte alle 10.000 che mi davi di mancia venivano una bella sommetta... mi rendo conto ora che non cambiava molto la mia piccola ruberia, ma allora mi sentivo molto astuto per come riuscivo a mascherare la cosa confondendo le voci di spesa tue e quelle dell'altra nonna e di mamma.

5. Caro fratello, quando io e Alessandro ti beccavamo "per caso" nascosto a fumare e riferivamo a mamma non era un vero caso: in realtà ti pedinavamo proprio, spiando i tuoi movimenti e a volte anche cercando nei cassetti delle "prove". La vita di campagna per due ragazzini talvolta è una vera noia, e il gioco dei detectives era stato un piacevole diversivo per un po' di tempo.

6. Caro papà, di quelle riviste osè che ogni tanto sbucavano nei posti più disparati (sotto la biancheria in bagno, nel mobile del bagno stesso, in cima all'armadio della cucina, sotto il letto, nella federa del cuscino... potrei continuare, ho idea) non è vero che non ne sapevo proprio niente niente... il fatto è che avevo individuato dei posti ingegnosissimi in cui ritirarli, ma quando venivo colto in contropiede nel vivo della "consultazione" mi toccava improvvisare, con risultati non sempre eccellenti. Posso però dire che effettivamente non le compravo io: troppo timido, nella mia vita ho comprato un'unica copia di Playboy presso l'edicola della stazione - e stavo per lasciarci le penne, passando alla storia come il più giovane morto per infarto dell'anno.

7. Cara prof. Angelino, quelle volte che avevo l'espressione assente e distratta... beh, qualche volta ero distratto davvero. La mia mente superiore si sentiva offesa dal dover tenere i ritmi dei miei tardi compagni, sicchè ogni tanto mi perdevo per i fatti miei. Per fortuna, sono sempre riuscito a non farmi sgamare, grazie a tre o quattro parole chiave che chissà come le mie orecchie avevano captato e riuscivo a ripetere quando mi veniva chiesto "Pallanza, di cosa stiamo parlando?".

8. Cara prof. Angelino di prima, il mio quaderno di appunti che dopo il primo quadrimestre di terza liceo raggiungeva quota CINQUE pagine non era frutto del mio estremo talento nella sintesi: l'avevo messo giù il pomeriggio prima, terrorizzato dal tuo "domani controllo gli appunti che avete preso finora". Io al liceo ho sempre studiato sui libri, prendere appunti era troppa fatica.

9. Cara cugina, quella volta che ero entrato per sbaglio nella roulotte in montagna mentre ti stavi cambiando ed eri a seno nudo non era proprio per sbaglio. Gli ormoni sono una brutta bestia, se con un blitz prendono il controllo ti fanno fare le peggio cose. E' vero però che all'ultimo mi ero vergognato di me stesso, limitandomi ad una veloce occhiata prima di distogliere lo sguardo e segnalare VOLONTARIAMENTE la mia presenza.

10. Care "signorine" che prestate servizio nei pressi di Vigevano, non so se vi ha dato fastidio vedere un'auto fare avanti e indietro davanti al luogo in cui stazionavate per 6 volte di seguito, rallentare buttando un'occhiata "furtiva" e poi accelerare di nuovo. Non chiedetemi che senso abbia avuto nè cosa ci fosse di eccitante, per ogni chiarimento vi rimando agli ormoni di prima.

11. Caro carabiniere, quella volta che sorpassavo in moto in un punto con linea continua e limite di 50 km/h non stavo accorrendo al capezzale della nonna malata. Una nonna abita nella stessa casa al piano di sotto, l'altra abitava a 100 metri scarsi... è stata la prima scusa che la disperazione mi ha dettato, e per fortuna non è arrivato nessun malanno alle nonne suddette nel periodo successivo all'ignobile menzogna o non me lo sarei mai perdonato.

12. Cara mamma, quella volta che mi sei venuta a prendere al mare dopo 5-6 giorni di vacanza e mi hai trovato stravolto non era perchè avevo mangiato qualcosa che non andava... in realtà avevamo celebrato l'ultima notte facendo l'alba, mangiando focaccia appena fatta e facendoci pestare dal custode notturno dei giochi gonfiabili per bimbi. In effetti, non si è mai sentito di qualcuno che abbia mangiato qualcosa che non va e si riprende dormendo tutta la mattina sul lettino in spiaggia.

13. Caro papà, la prima volta che sono tornato alle 5,30 dopo aver fatto serata a Milano non era proprio una cosa improvvisata e imprevista, come ti avevo fatto credere... ci pensavamo già da qualche giorno, ma non avevo avuto il coraggio di chiedere il permesso temendo (e, mi sia consentito, a ragione) che mi sarebbe stato negato. Per la cronaca, non è nemmeno vero che mi fossi opposto così ferocemente: in realtà ero tra gli aderenti più entusiasti all'iniziativa.
Per fortuna poi ho imparato il trucco di comprare il giornale e portartelo da leggere in anteprima, altrimenti non so come sarebbe finita.

14. Caro Pippo, è vero: quella domenica che giocando a D&D il dado aveva fatto 5 venti uno in fila all'altro almeno due (visti con i miei occhi) erano delle falsificazioni. Però sicuramente altri due erano genuini! il quinto non so.

15. Caro Raffaele, rassegnati: il montepremi del fantacalcio, che ti sarebbe spettato visto il distacco clamoroso della tua squadra a tre giornate dalla fine, ce lo siamo spartiti io, Alessandro ed un altro che ora non ricordo ma potrebbe essere Cesare. Non lo vedrai mai.

16. Cara Betta, mi dispiace che tu ci sia rimasta male perchè ho smesso di frequentare casa tua. Non ho mai avuto nulla contro di te, e ad essere sincero il motivo vero non era nemmeno che avevo litigato con buona parte degli altri con cui ci ritrovavamo (cioè, avevo litigato davvero e di brutto... ma non credo che sarebbe stato motivo sufficiente per troncare così con tutti).
In verità volevo soprattutto smettere di incontrare così di frequente una certa ragazza, che con nome di fantasia chiamerò "mmmElena", che ogni volta mi straziava il cuore con il suo tira-e-molla.

17. Cara Daniela, madre della suddetta Betta, quella volta che mi ero addormentato sulla poltrona dei cappotti e avevo gli occhi un po' strani era perchè avevo appena dato qualche tiro di canna, e il rollatore non era propriamente un esperto... immagino che gli altri si siano fumati una Marlboro smontata e rifatta, e a me sia toccata la boccata di cioccolato puro. Comunque dopo quella volta ho smesso, da allora ho fumato ancora a distanza di parecchi anni ma con molta più attenzione.

lunedì 11 giugno 2007

Da non crederci...

La notizia l'ho letta nel blog del mio nuovo amico di rete sPunto, distrattamente. L'ho subito bollata come evidente bufala, nonostante Attivissimo non ne parli, anche perchè il sito citato non si trova nei motori di ricerca sotto "boyloveday", nè sotto "23 giugno" o altri tentativi.

Però... il tam-tam dei blog è parecchio esteso: se ne parla anche in quello forse più famoso e seguito, il blog di Beppe Grillo. E, a dirla tutta, ammetto di essere sensibile su questo tema. Altri lo sono per i maltrattamenti sugli animali, la titolare del blog per le violenze sessuali... per me sono i bambini. Se c'è anche solo una probabilità su un milione che questa notizia sia vera, mi sembra giusto divulgarla.

Mi sono solo permesso di cancellare la parte sull'invio di SMS e mail: non è in questo modo che si esprime la propria opinione. L'ho sostituita con i link al sito di epolis relativo alla petizione (che ho sottoscritto) e alla fiaccolata virtuale promossa da www.controlapedofilia.com.


23 giugno, Giornata Mondiale dell'Orgoglio Pedofilo.

Sì, avete letto bene, il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale dell'orgoglio Pedofilo; tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra. Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perché - come dicono loro - "vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l'amore che proviamo per i bambini" (boyloveday international). Queste persone (se è giusto indicarle così) hanno pure un loro sito e non è un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi commette atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano. Interessante la galleria di immagini, dove anche Babbo Natale viene mostrato al pari di un pedofilo, dove addirittura viene mostrato un fin troppo amorevole prete in compagnia di un ragazzino: si evince un chiaro desiderio di far apparire assolutamente normale e non come perversione sessuale il portare avanti un rapporto tra un adulto e un minorenne. Non è una novità: sono 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line, nell'indifferenza di tutti gli organismi internazionali.
E' stato richiesto anche l'intervento dell'ONU, ma tutto è rimasto così com'è. Ora è partita una petizione, mentre la polizia postale spiega perché non si può chiudere il sito.
http://www.epolisroma.it/
http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/pedofilia/index.htm

Questa è la prima risposta a questa giornata:
Una fiaccolata a Palermo contro la pedofilia. L’Associazione per la Mobilitazione Sociale di Palermo chiede che vengano oscurati tutti i siti web che in qualche modo danno voce e spazio alla pedofilia. Le istituzioni prendano una ferma posizione considerando reato anche la solo promozione on line di questo turpe mercato.

http://petizione.epolis.sm/
http://www.controlapedofilia.com/pages/home.php

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venerdì 1 giugno 2007

"Travaglio" notturno

No tranquilli...non sto per mettere al mondo un povero pargoletto (sarebbe un'inutile cattiveria nei suoi confronti :p)...però stamattina mi sono ricordata come ieri, prima di andare a dormire, mi erano venuti un po' di spunti interessanti da pubblicare su questo blog.
Forse ero in preda ad allucinazioni provocate dalla birra (difficile, visto che che ha annaffiato abbondanti dosi di pasta con salsiccia e rucola) oppure ero semplicemente affascinata dai discorsi di Roland Barthes sulla Fotografia, in La Camera chiara, che sto leggendo per un esame...
Fatto sta che vorrei interrogarmi su questo: come mai le mie migliori idee nascono di sera/notte? Perché la mia mente, che a quell'ora dovrebbe prepararsi a spegnere tutto per la quiete notturna, invece elabora più velocemente ed efficacemente che di giorno?
Perché ho proprio la sensazione che di sera le idee siano più chiare, più nitide?
E mi fa arrabbiare il fatto che il mattino dopo la chiarezza è ormai persa, come se il vento avesse spazzato via le tracce...infatti non ricordo nulla, come un sogno, che sono sicura di aver fatto, ma che non ricordo.
Ditemi voi: che io sia destinata in realtà a stare sveglia di notte per non lasciarmi sfuggire tutti i germogli delle nuove idee?
Spero proprio di no.