martedì 29 maggio 2007

Giornata no

Scusate, oggi proprio non è giornata: mi sento triste, solo e incompreso, e non riesco a togliermi l'amarezza di dentro. Di ogni cosa riesco a vedere solo i lati peggiori, e il bicchiere mi sembra vuoto per ben più che la proverbiale metà.

Penserete che sia dovuto a questo, quanto sto per dire. Beh, mi tocca contraddirvi almeno in parte: è una cosa che penso già da qualche tempo, solo che i freni inibitori della cortesia e della discrezione mi hanno sempre impedito di comunicare la sensazione che provo ogni volta. Senza contare che ho sempre pensato che certe cose fossero più belle quando escono spontanee (o quasi), quindi ho sempre preferito non sollecitare troppo, anche per non scadere nella più umiliante delle suppliche: sono pur sempre un Leone, anche se atipico (o, almeno, così dicono quelli che di oroscopo ne capiscono quanto o meno di me), e ho il mio orgoglio da difendere.

Ma oggi, che se mi tengo dentro ancora qualcosa va a finire che esplodo, vi voglio dire: ma tutti voi che, ne sono sicuro, ogni tanto una scappata da queste parti la fate... perchè non lasciate mai, o quasi mai, un commento? Non dovete per forza svelare uno dei segreti di Fatima sapete, basta anche solo un "ciao, sono qui!", un "sono d'accordo" o "non sono d'accordo", qualsiasi cosa allevi a chi (io, guardacaso) si prende la briga ogni tanto di sprecare mezz'ora per buttare giù due righe l'impressione di parlare all'aria. Che, credetemi, c'è...

Nei limiti delle nostre passioni da geek, io e la titolare del blog cerchiamo di spaziare negli argomenti: capisco che il cinema non a tutti piaccia, capisco che per molti i giochi siano una cosa per bambini, arrivo persino a capire che parlando di libri spesso la risposta è "leggere? e chi ne ha il tempo?"... ma santo cielo, possibile che non abbiate 10 minuti per scoprire che siete nerd al 12%, oppure che se foste un supereroe sareste Mr. Fantastic (fortunata la vostra ragazza)?!? Oppure per dire "non avevo mai sentito parlare del genocidio in Rwanda... che storia triste!". O, ancora, "ti sei dimenticato una cosa importante: donna al volante, pericolo costante! (e scusa la triplice rima baciata)". O, ancora... quello che vi pare, il concetto mi sembra chiaro.

Fine dello sfogo, scusate il disturbo.

venerdì 25 maggio 2007

Travian secondo Didona

Da parecchio tempo, più o meno da quando sono diventato co-autore di questo blog direi, avrei voluto scrivere qualcosa su Travian. Ma, nonostante qualche accenno in un post passato, non sono mai riuscito... un po' perchè non mi sentivo ispirato, un po' (ma questo molto poco) perchè avevo paura di passare per immaturo, un po' (questo soprattutto) perchè avevo paura di scrivere qualcosa di non fruibile dai "non addetti".

Mi è sempre spiaciuto, anche perchè ci tenevo assai a rendere omaggio ad un passatempo che mi ha regalato tante ore di serenità e divertimento, che mi ha fatto trascorrere momenti piacevoli con la titolare del blog, che mi ha fatto gioire e soffrire, esaltare e demoralizzare, irridere e rosicare...

E poi insomma, sento che per la stupenda storia sentimentale che sto vivendo qualche piccolo debito verso questo gioco ed il suo predecessore OGame ce l'ho. Ed ora l'ho detto.

Ma, a parte questo, tutto quello che avrei voluto dire su Travian è espresso con stile ed eleganza (laureata in lettere con il massimo dei voti, mica cazzabbubbole!) dalla cara Didona nel blog del suo moroso Busca. Potrei copiarlo pari pari, dalla prima all'ultima parola, e concludere alla Forrest Gump con "...e questo è tutto quello che ho da dire, su Travian".

Grazie, Mariangela, Grazie!

martedì 22 maggio 2007

Arrivare secondo

Adoro il boardgame "Il gioco del Trono".

Un gioco da tavolo strategico - militare (stile "Risiko!", per intenderci) in cui ad inizio turno si girano tre carte da altrettanti mazzi e si scoprono le condizioni particolari di quel turno. E qui finisce l'aspetto casuale: da quel punto in avanti, ogni mossa è determinata in maniera semplice e rigorosa sulla base di poche regole, lunghe da spiegare ma nel complesso intuitive una volta afferrati i meccanismi alla base - non solo, ma anche divertenti e sostanzialmente realistiche!
Cinque giocatori che si sfidano in una guerra senza quartiere, e in cui l'arma più forte è la diplomazia. Si, perchè per colpire un avversario ci si scopre rispetto all'altro, o magari è necessario aspettare che sia lui a scoprirsi attaccandone un terzo, o che sia fiaccato dai ripetuti assalti del quarto. Pertanto, i dieci turni del gioco si susseguono in una rete di accordi, alleanze, scambi di favori e tradimenti.

Ad una prima occhiata può sembrare conveniente stipulare un accordo stile "patto d'acciaio": alleanza indissolubile, fraterna e totale. Questo porta ciascun giocatore ad avere quasi la forza di due, e se si sceglie oculatamente il partner si possono ottenere sinergie notevoli e tali per cui, con molta probabilità, i tre che rimangono scopriranno che per sopravvivere devono a loro volta allearsi e fare fronte comune contro la minaccia. Solo che, avendo passato l'inizio del gioco a farsi la guerra, la loro alleanza sarà meno efficace in quanto minata alla base da rancori, ricordi e sfiducie.

Ciononostante, è una strategia che a me personalmente non piace.
Non mi piace perchè ho potuto vedere che un giocatore spregiudicato e senza vincoli "morali" (per quanto si possa parlare di morale in un boardgame...) ha più possibilità di vittoria, siccome non ci sono opportunità che debba astenersi dal cogliere.
Ma soprattutto, quello che ho costatato è questo: in assenza di un giocatore di tal fatta, i due alleati presumibilmente si troveranno a competere per la vittoria. Però gli sfuggirà di mano la capacità di stabilire chi vince e chi arriva secondo: questo sarà stabilito dal comportamento degli avversari, da cui ciascuno dei due può solo sperare di risultare favorito.

Chi gioca in questo modo, secondo me gioca per arrivare secondo.


Quando si gioca al gioco del trono, si vince o si muore. Non esistono terre di nessuno.

Cersei Lannister

sabato 12 maggio 2007